Cosa fare subito: avvisa il datore di lavoro, assicurati che il medico abbia trasmesso il certificato telematico e conserva il PUC. Queste tre azioni bastano a coprire quasi tutti gli obblighi immediati quando devi comunicare un’assenza durante cure mediche, siano esse una visita specialistica o un ciclo di terapie più lungo.
- Avvisa subito il datore di lavoro, usando il canale già previsto in azienda: telefono, email o sistema aziendale. Non aspettare l’orario di ingresso se sai già che non ti presenterai.
- Controlla che il certificato sia arrivato all’INPS: il medico lo trasmette telematicamente e il datore può consultarlo dal portale. Segnati il PUC, il numero di protocollo che identifica il certificato, perché a volte l’ufficio del personale lo richiede per le proprie verifiche amministrative.
- Comunica l’indirizzo di reperibilità e tieni da parte ricevute, referti o certificati di ricovero legati alla terapia. Ti serviranno se ci sono controlli o contestazioni.
Un consiglio: invia sempre una comunicazione scritta (anche solo un’email breve), pure quando avvisi per telefono. Una traccia scritta con data e ora ti protegge in caso di malintesi sui tempi di preavviso.
Punti chiave
Comunicare correttamente l’assenza per cure richiede tempestività verso il datore, verifica del certificato telematico con relativo PUC, e documentazione precisa per tutelare indennità e posto di lavoro.
| Punto | Dettagli |
|---|---|
| Avviso tempestivo | Contatta il datore entro l’orario di ingresso, poi conferma per iscritto con data e periodo previsto. |
| Certificato e PUC | Verifica che il medico abbia trasmesso il certificato all’INPS e annota il numero di protocollo. |
| Reperibilità rispettata | Sii disponibile dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00, documentando le eccezioni giustificate. |
| Terapie salvavita documentate | Richiedi certificazione specialistica per escludere i giorni di cura dal computo del comporto. |
| Comunicazione scritta sempre | Usa email o messaggi con traccia scritta anche dopo una telefonata urgente. |
Perché comunicare bene protegge tutti
Una comunicazione tempestiva e ben documentata tutela sia te sia il datore di lavoro: riduce i malintesi e previene contestazioni che nascono più spesso da disorganizzazione che da cattiva fede. Usa i modelli proposti, ma non esitare a consultare l’INPS o il sindacato quando la situazione è complessa. Se stai organizzando cure programmate e devi conciliarle con il lavoro, la pianificazione di un intervento come un impianto dentale segue esattamente la stessa logica: calendario chiaro, documentazione pronta, comunicazione anticipata.
Questo articolo fornisce informazioni generali e non sostituisce il parere di un avvocato qualificato. Consulta un professionista legale qualificato riguardo al tuo caso specifico prima di agire in base a questo contenuto.
Indice
- Certificato medico telematico: come funziona e cosa vede il datore
- Obblighi del lavoratore durante l’assenza per malattia
- Permessi per cure salvavita: cosa succede al periodo di comporto
- Come comunicare l’assenza: canali, tempistiche e modelli pratici
- Fasce di reperibilità e visite fiscali: cosa aspettarsi
- Spostamenti per cure e variazione della reperibilità
- Fonti
- Domande frequenti
Certificato medico telematico: come funziona e cosa vede il datore
Il certificato di malattia oggi passa quasi interamente per via digitale. Il medico curante lo compila e lo invia all’INPS, che lo rende visibile al datore di lavoro attraverso il portale istituzionale. Tu, come lavoratore, non devi più consegnare nulla di cartaceo, ma resti comunque obbligato ad avvisare l’azienda dell’assenza secondo le modalità previste dal Ministero del Lavoro.
Il flusso funziona così:
- Il medico visita il paziente e redige il certificato sul sistema telematico dell’INPS.
- Il sistema genera un PUC (protocollo univoco del certificato), che identifica quella specifica attestazione.
- Il datore di lavoro consulta il certificato online, senza bisogno che tu gli invii copie o allegati, salvo richiesta esplicita del PUC per le proprie verifiche amministrative.
Un aspetto che molte aziende italiane stanno ancora adattando riguarda il flusso UNIEMENS: dal 19 marzo 2026 l’INPS ha introdotto nuove modalità per la trasmissione mensile dei dati di malattia, e in questa fase transitoria le aziende possono indicare, in alternativa al PUC, la data di inizio della malattia o, in casi eccezionali, il valore “N”.
Cosa devi fare in pratica:
- Chiedi sempre al medico conferma dell’avvenuta trasmissione telematica.
- Annota il PUC su un messaggio o una email da conservare.
- Se l’ufficio del personale segnala un problema di trasmissione, verifica direttamente sul portale INPS prima di presumere un errore da parte tua.
Obblighi del lavoratore durante l’assenza per malattia
Comunicare l’assenza è solo il primo passo: durante il periodo di malattia hai obblighi precisi da rispettare, e ignorarli può costarti l’indennità o esporti a provvedimenti disciplinari. Il primo è la tempestività: devi avvisare il datore appena sai di non poter lavorare, indicando anche l’indirizzo dove sarai reperibile nelle fasce previste.
Il secondo obbligo, meno noto ma altrettanto rilevante, riguarda la correttezza dei dati inseriti nel certificato. Sei tu il responsabile dell’indirizzo anagrafico comunicato al medico: se contiene errori, rischi che una visita di controllo risulti “assenza ingiustificata” anche se in realtà eri a casa.
Il lavoratore deve comunicare tempestivamente l’assenza e l’indirizzo di reperibilità: la responsabilità sui dati inseriti nel certificato ricade su chi li fornisce, ed eventuali inesattezze possono comportare la perdita dell’indennità.
L’INPS, e talvolta anche il datore di lavoro, può disporre visite di controllo. Se manchi senza un motivo valido:
- Ricevi un verbale di mancata reperibilità.
- Rischi la decurtazione o la sospensione dell’indennità di malattia.
- L’azienda può avviare un procedimento disciplinare, specie in caso di reiterazione.
Restano fermi altri due doveri pratici: astenerti da attività incompatibili con lo stato di malattia (uno sportivo che gioca una partita mentre è certificato con distorsione, per esempio, si espone a contestazioni) e collaborare con eventuali richieste di verifica documentale da parte dell’INPS o del datore di lavoro secondo la guida INPS sulla certificazione di malattia.
Permessi per cure salvavita: cosa succede al periodo di comporto
Le terapie salvavita godono spesso di una tutela specifica che le distingue dalla malattia comune. Molti contratti collettivi nazionali escludono le giornate di trattamento in day hospital, chemioterapia o dialisi dal calcolo del periodo di comporto, ossia il periodo di malattia nel quale vige il divieto di licenziamento. Questo significa che, se documenti correttamente la natura della terapia, quei giorni non “consumano” il tuo periodo di tutela contro il licenziamento.

L’AIMaC conferma che i giorni di ricovero o trattamento in day hospital, e in alcuni CCNL anche quelli dovuti agli effetti collaterali immediati, possono essere esclusi dal computo, spesso con retribuzione piena. Anche quando il contratto collettivo non prevede clausole esplicite, la giurisprudenza recente tende a proteggere chi affronta cure di questo tipo: una sentenza della Cassazione ha ribadito che i giorni necessari per terapie oncologiche vanno scorporati dal comporto anche in assenza di una previsione contrattuale specifica.
Per ottenere questa tutela servono passaggi precisi:
- Richiedi al medico specialista una certificazione che attesti chiaramente la natura salvavita della terapia.
- Presenta la documentazione all’ufficio del personale, chiedendo l’esclusione delle giornate dal comporto.
- Se il CCNL applicato non prevede questa clausola, valuta con il sindacato o un legale se rivendicare la tutela in base agli orientamenti giurisprudenziali.
Alcune opzioni pratiche aggiuntive possono alleggerire il carico durante cicli lunghi:
- Un accordo temporaneo di part time con l’azienda.
- Congedi o aspettative non retribuite per periodi più estesi.
- La combinazione tra permessi ordinari e giorni di malattia certificata, calibrata caso per caso con l’HR.
Come comunicare l’assenza: canali, tempistiche e modelli pratici
La regola generale è semplice: usa il canale più rapido per l’urgenza, poi formalizza per iscritto. Una telefonata va bene per avvisare entro l’orario di ingresso, ma va sempre seguita da un’email o da un messaggio che lasci traccia scritta di data, orario previsto di rientro e riferimenti del certificato.
Ecco tre modelli pronti all’uso.
Script telefonico breve (da usare la mattina stessa, prima dell’orario di ingresso):
«Buongiorno, sono [nome]. Non potrò essere presente oggi per motivi di salute, il medico ha già trasmesso il certificato telematico. Le confermo appena possibile il periodo previsto e l’indirizzo di reperibilità.»
Email formale (da inviare entro poche ore dalla telefonata o come prima comunicazione se non serve urgenza):
- Oggetto chiaro: «Comunicazione assenza per malattia dal [data]».
- Periodo previsto di assenza, anche indicativo.
- PUC del certificato, se già disponibile.
- Indirizzo di reperibilità per le visite di controllo.
- Riferimenti della struttura sanitaria o del medico, se la terapia è programmata.
- Eventuale richiesta di supporto organizzativo (redistribuzione di attività, sostituzioni).
SMS o messaggio istantaneo (per emergenze fuori orario ufficio):
«Ciao [nome referente], non riesco a venire al lavoro oggi per una terapia urgente. Ti mando l’email con i dettagli appena possibile, incluso il PUC.»
Dopo il primo contatto, invia la documentazione di supporto: foto del referto, ricevuta di ricovero, calendario delle terapie se il ciclo è programmato su più giorni. Per cicli terapeutici ripetuti, come la chemioterapia, la certificazione può essere unica se il medico specifica fin da subito la necessità di trattamenti successivi, evitando così comunicazioni ripetute per ogni singola seduta.
Un consiglio: crea un modello email salvato nelle bozze, con i campi vuoti da compilare (data, PUC, indirizzo). In un momento di stress fisico o emotivo, avere già la struttura pronta ti fa risparmiare tempo ed errori.
Fasce di reperibilità e visite fiscali: cosa aspettarsi
Durante la malattia devi essere reperibile al tuo domicilio dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00, tutti i giorni compresi i festivi, per l’intera durata della certificazione. Queste fasce valgono sia per i controlli disposti dall’INPS sia per quelli richiesti dal datore di lavoro.
Alcuni motivi giustificano la tua assenza da casa in quelle ore:
- Un trattamento indifferibile programmato proprio in quella fascia oraria.
- Il ritiro di referti o esami diagnostici legati alla patologia.
- Le dimissioni da un ricovero ospedaliero avvenute in quel momento.
In tutti questi casi, conserva la documentazione che prova dove ti trovavi: un referto con data e ora, una ricevuta di dimissione, una prenotazione dell’esame.
Se il medico fiscale non ti trova in casa, redige un verbale di mancata reperibilità e hai 15 giorni di tempo per fornire una giustificazione documentata. Se non lo fai, o se la giustificazione non regge, rischi una visita ambulatoriale successiva, la decurtazione dell’indennità e, in casi ripetuti, un provvedimento disciplinare da parte dell’azienda.
Un consiglio: se sai già che dovrai assentarti da casa in una fascia di reperibilità per un motivo legato alla cura, avvisa preventivamente sia l’INPS sia il datore. Anticipare la giustificazione riduce quasi sempre il rischio di contestazioni.

Spostamenti per cure e variazione della reperibilità
Se la terapia richiede uno spostamento, comunicalo prima possibile sia al datore sia all’INPS. Per cambiare l’indirizzo di reperibilità durante un evento di malattia già aperto, puoi usare i servizi online dell’INPS o rivolgerti allo sportello al cittadino per le visite mediche di controllo, allegando la documentazione che giustifica il trasferimento.
Al datore di lavoro serve una comunicazione chiara con:
- Il calendario delle cure, se disponibile.
- I referti o certificati di ricovero della struttura che eroga la terapia.
- La nuova sede di reperibilità, con data di inizio e fine prevista.
Se lo spostamento avviene all’estero per un trattamento, informa la struttura territoriale INPS di competenza quando la procedura lo richiede e verifica le eventuali disposizioni specifiche del tuo contratto collettivo prima di partire.
Fonti
- INPS — Indennità di malattia: le nuove modalità del flusso UNIEMENS
- Malattia | Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
- Assenza per terapia salvavita – AIMaC
Domande frequenti
Come comunicare uno spostamento durante la malattia?
Avvisa il datore e, se necessario, l’INPS prima dello spostamento, indicando il nuovo indirizzo di reperibilità e allegando la documentazione della terapia che lo giustifica.
Puoi fornire un esempio di email per comunicare l’assenza?
Sì: indica oggetto, periodo previsto, PUC del certificato se disponibile, indirizzo di reperibilità e riferimenti della struttura sanitaria, come nel modello descritto nella sezione sui canali di comunicazione.
Come comunicare una visita specialistica durante la malattia?
Comunica la visita al datore appena la conosci, specificando data e orario, soprattutto se cade nelle fasce di reperibilità 10-12 o 17-19, e conserva la prenotazione o il referto come giustificativo.
Come comunicare l’assenza durante la malattia in generale?
Avvisa tempestivamente con il canale previsto dall’azienda (telefono, email o sistema interno), assicurati che il certificato sia stato trasmesso all’INPS e fornisci l’indirizzo di reperibilità.
